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RENDERING

Non è reale.. ma plausibile

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RENDERING

Non è reale.. ma plausibile

01 RENDERING - BE Comunicazioni - immagine anello di ghiaccio mobile 02
01 RENDERING - BE Comunicazioni - immagine anello di ghiaccio 02

“…scioglimento dei ghiacci e innalzamento del livello dei mari hanno ridisegnato i paesaggi costieri di tutto il pianeta…”

1. Per capire

1. Per capire

Il primo e più evidente vantaggio nel rappresentare un oggetto attraverso un rendering è quello di semplificare la comunicazione verso l’interlocutore.

Nel processo di progettazione di un prodotto, che si tratti di un’oggetto di design, un’architettura, un dispositivo tecnologico, un elemento di arredo, la presentazione della propria idea costituisce forse il momento più delicato e critico.

Anche relazionandosi con collaboratori, membri del proprio team e persone con esperienza nell’ambito della progettazione e del disegno tecnico è probabile che certe scelte progettuali non vengano comprese dalla lettura di una planimetria, di una sezione, di un disegno assonometrico o ortogonale. Dialogando con un non addetto ai lavori, che possiede addirittura un background estraneo agli strumenti e alle logiche della progettazione, possiamo ben comprendere come le difficoltà di comunicazione aumentino in maniera esponenziale.

Sottoporre a un cliente una serie di piante quotate e disegni in sezione gli permetterà di leggere, forse, il sistema distributivo e le dimensioni degli spazi ma certamente non riusciremo a trasmettergli la visione precisa dei volumi, dei materiali e del rapporto delle forme con la luce. Tutte queste informazioni dovranno essere fornite a parte, con un evidente spreco di tempo e il rischio di incomprensioni e disaccordi.

Affiancando alla documentazione originale rendering fotorealistici si permette una lettura del progetto semplice e immediata, minimizzando i possibili ostacoli comunicativi, anche verso l’interlocutore più avverso alla tecnologia e alla capacità di astrazione di una rappresentazione tecnica.

Le immagini sopra rappresentano un progetto di rifunzionalizzazione della cupola di St.Paul a Londra collocata in un ipotetico futuro nel quale l’innalzamento del livello dei mari ha provocato la sommersione della città.
Leggendo esclusivamente la planimetria e il prospetto, in pochi potrebbero cogliere le qualità formali del progetto espresse in maniera più diretta e immediata dal rendering architettonico.

02 RENDERING - BE Comunicazioni - immagine faro st Paul mobile
02 RENDERING - BE Comunicazioni - immagine faro st Paul

“…nel giro di poche decadi le acque hanno occupato migliaia di città e capitali mondiali…”

St Paul’s Cathedral Lighthouse

Londra
51° 30’ 49” N – 0° 6’ 2” W

1711 d.C. Original Project
Sir Christopher Wren

2138 d.C. Rifunzionalizzazione

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2. Per emozionare

2. Per emozionare

Ciascun progettista, architetto o designer sa che il suo compito non è solo progettare edifici solidi o oggetti funzionali: il valore aggiunto del lavoro di ogni professionista è quello di cercare soluzioni che sappiano trasmettere emozioni.

Charles-Edouard Jeanneret-Gris, meglio conosciuto come Le Corbusier, Architetto e maestro del Movimento Moderno scriveva che “L’architettura è un fatto d’arte, un fenomeno che suscita emozione, al di fuori dei problemi di costruzione, al di là di essi. La Costruzione è per tener su: l’Architettura è per commuovere.”
E ancora: “L’architettura è il gioco sapiente, corretto e magnifico dei volumi raggruppati sotto la luce. I nostri occhi sono fatti per vedere le forme nella luce: l’ombra e la luce rivelano queste forme…”.

Come è possibile, quindi, descrivere al meglio questi fenomeni percettivi se non attraverso una rappresentazione basata sulla riproduzione equilibrata dei rapporti tra luce e ombra sugli oggetti e sui materiali?
Capiamo così che il render può essere concepito non solo come vista prospettica finalizzata a far comprendere volumetria e morfologia del progetto ma come strumento narrativo per comunicare un’atmosfera, una sensazione, un’emozione.

Architetture per il disgelo

21 Dicembre 2153

L’incontrollata emissione di gas serra nell’atmosfera terrestre, iniziata alla fine del XX secolo e perdurata per gli ultimi 150 anni ha provocato, come previsto, sconvolgimenti climatici a livello planetario. L’energia termica proveniente dal Sole, intrappolata nell’atmosfera terrestre in maniera sempre più massiccia (fig.1), ha provocato un progressivo e vertiginoso innalzamento delle temperature.
Oltre a provocare fenomeni atmosferici sempre più violenti nel corso del secolo, il surriscaldamento globale, ha contribuito in maniera importante all’innalzamento della temperatura polare fin sopra gli 0°C (fig.2).
Il conseguente scioglimento dei ghiacci terrestri e l’innalzamento del livello dei mari (fig.3) ha ridisegnato i paesaggi costieri di tutto il pianeta (fig.4).

Nel giro di poche decadi le acque hanno occupato migliaia di città e capitali mondiali. Da Venezia, Bangkok e Washington, fino a Dublino, Buenos Aires e Londra il panorama urbano è stato completamente ridefinito.

Ingegneri e Architetti sono stati chiamati a riprogettare in maniera funzionale il patrimonio architettonico mondiale sommerso. L’imponente opera di rifunzionalizzazione dei principali “fatti urbani” aggrediti dalle acque ha prodotto in molti casi delle insolite analogie tra “utilitas” di un tempo e mansione oggi attribuita.
In questo senso, la Cattedrale Londinese di St.Paul, “luce” del mondo cattolico anglosassone diventa un faro che guida la rotta delle imbarcazioni nel Mare del Nord; il Northwest Corner Building della Columbia University si trasforma in edificio “subacqueo” e ospita il Centro di Ricerche Marine della “Grande Mela” mentre il “toit terrasse” della celebre Villa Savoye viene rifunzionalizzato in location per eventi esclusivi organizzati dall’abbiente proprietario.

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3. Per risparmiare

3. Per risparmiare

In certi casi, rappresentare un prodotto attraverso un rendering piuttosto che un’immagine fotografica può costituire un discreto risparmio di tempo, risorse e denaro.
Nella realizzazione di un catalogo di complementi d’arredo, per esempio, l’iter di produzione tradizionale prevede la ricerca e/o l’allestimento di uno o più set fotografici (spesso di dimensioni considerevoli) con conseguente fotografo al seguito, il trasporto, montaggio e lo smaltimento degli articoli. Tutto ciò deve essere pianificato in maniera impeccabile, perché, una volta smantellato il set, sarebbe economicamente insostenibile dover ripetere tutta l’operazione per fotografare un articolo “dimenticato”.

Molte aziende adottano la tecnologia del rendering 3D per i propri cataloghi e il fenomeno è in rapida crescita.
La versatilità di questo strumento la troviamo nei costi, nella velocità di produzione, nella facilità di intervento a posteriori:

  • si possono ottenere immagini di prodotti senza doverli trasportare, montare, smontare, trasportare di nuovo o smaltire
  • non è necessario dover allestire alcun set fotografico
  • è facile intervenire, anche a posteriori, su colori, materiali e personalizzazioni dello stesso prodotto innumerevoli volte
  • è possibile creare immagini di prodotti non ancora esistenti senza dover realizzare prototipi
  • i tempi di lavorazione nettamente inferiori
  • il risultato visivo è esattamente lo stesso
04 RENDERING - BE Comunicazioni - moneo New York mobile04 RENDERING - BE Comunicazioni - moneo New York

Ingegneri e Architetti sono stati chiamati a riprogettare in maniera funzionale il patrimonio architettonico mondiale sommerso.

Columbia University
Centro Ricerche Marine

Northwest Corner Building
New York – 40° 48’ 36” N – 73° 57’ 51” W

2010 d.C. Original Project
Rafael Moneo

2097 d.C. Rifunzonalizzazione

04 RENDERING - BE Comunicazioni - moneo New York elevation section R02

4. Per raccontare

4. Per raccontare

Naturalmente, così come il disegno a matita non è materia esclusiva dell’architetto, il rendering non è uno strumento dedicato esclusivamente a designer e progettisti.
Tutt’altro, nel settore della computer grafica, accanto ai più tradizionali strumenti di disegno e di elaborazione fotografica hanno trovato sempre più campi di applicazione i software di modellazione e rendering 3D.
Liberi da necessità commerciali legate alla presentazione di un progetto o di un prodotto, gli artisti digitali applicano gli stili dell’arte visiva al rendering. Per la natura dello strumento, spesso l’enfasi viene posta sull’accurata riproduzione di luci e ombre o sulle proprietà materiche degli oggetti raffigurati che possono essere dei più disparati: forme primitive semplici e astratte, controverse figure anatomiche, paesaggi ideali o qualsiasi cosa scaturisca dalla libera espressione creativa.

Attraverso la motion graphics, infine, il rendering e la 3D animation trovano ampio spazio nei settori del cinema, degli effetti speciali e della pubblicità in situazioni che potrebbero rivelarsi troppo pericolose, costose o semplicemente impossibili da girare con tecniche tradizionali.

05 RENDERING - BE Comunicazioni - savoye le corbusier

Villa Savoye Sea Pool

Poissy – 48° 55’ 28” N – 2° 01’ 42” E

1931 d.C. Original Project
Le Corbusier

2107 d.C. Rifunzonalizzazione

05 RENDERING BE Comunicazioni savoye le corbusier section R02
05 RENDERING BE Comunicazioni savoye le corbusier axon R02
05 RENDERING - BE Comunicazioni - savoye le corbusier

Villa Savoye Sea Pool

Poissy – 48° 55’ 28” N – 2° 01’ 42” E

1931 d.C. Original Project
Le Corbusier

2107 d.C. Rifunzonalizzazione

05 RENDERING - BE Comunicazioni - savoye le corbusier section axon mobile R02

…il “toit terrasse” della celebre Villa Savoye viene rifunzionalizzato in location per eventi esclusivi organizzati dall’abbiente proprietario…

Ora a questo punto volete avere qualche indicazione sulla gestione dei vostri progetti di rendering e di comunicazione?

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